Fortificazione Sannitica di Cercemaggiore

fortificazione sannitica

La fortificazione sannitica di Cercemaggiore rappresenta uno degli insediamenti più grandi in Molise. E’ di una bellezza straordinaria, soprattutto per la sua posizione strategica. Infatti la stessa è collocata sul Monte Saraceno a circa 1.100 metri di altezza sul livello del mare.

Posizione della fortificazione sannitica

Cercemaggiore è un paese dell’entroterra molisano, in provincia di Campobasso. Il punto più alto di questo piccolo territorio sfiora i 1.100 m di altezza. Ed è proprio da questa altitudine che ogni mattina, all’alba, quando le condizioni meteorologiche lo permettono, è possibile ammirare il mare, distante circa 130 km.

Le indagini e i ritrovamenti degli ultimi anni nel territorio di Cercemaggiore (come dettagliato sul sito del Comune di Cercemaggiore) permettono, a grandi linee, di descrivere il territorio in epoca sannitica come interessato da una serie di tratturelli minori, in collegamento con la grande arteria del fondo valle, nota come tratturo Pescasseroli – Candela.

La fortificazione sannitica di Monte Saraceno

Il doppio recinto è costituito da blocchi calcarei di grandi dimensioni sbozzati sulla faccia vista. In alcuni punti l’altezza delle mura si conserva per 1,50 metri. Il primo recinto racchiude nella parte alta L arx (ovvero la parte sacra dell’ insediamento ) un’area di circa 200 ettari, mentre la seconda fortificazione circoscrive un’area di va 220.000 ettari.

Possiamo dire con certezza che il sito archeologico era accessibile attraverso due porte di ingresso. La porta sud-est del secondo circuito murario è delimitata dall’antica strada che collegava alla porta nord-ovest. Questo tratto di strada presenta i basoli sovrapposti in seguito al terremoto del IV secolo d.C.. Tutt’oggi il sentiero è percorribile.

All’interno del secondo recinto le indagini archeologiche hanno permesso di individuare le tracce dell’antico abitato e di ulteriori strade che si diramavano verso l ‘arx, la parte sacra dell’insediamento.

L’insediamento è stato riutilizzato anche dagli antichi romani. A testimonianza di ciò vi sono i vari reperti archeologici ritrovati durante le operazioni di scavo condotti dall’Archeologa Angela Di Niro. Detti ritrovamenti risalgono al I e II secolo d.C..

Considerando le dimensioni dell’insediamento, possiamo immaginare che qui si svolgeva la vita quotidiana dei sanniti del posto. Le attività principali dell’epoca erano legate alla transumanza ed alla pastorizia, pertanto lavorazione della lana e produzione dei formaggi. Attività tramandate nel tempo e nei popoli, ancora oggi praticate sul posto.

Chiaramente anche l’agricoltura contribuiva appieno al sostentamento del popolo sannita. Non vivevano di commercio, pertanto la produzione agricola rimaneva all’interno della famiglia. La lana, invece, veniva utilizzata per realizzare indumenti e per difendersi dal freddo.

Video Tgr Rai Molise

In questo breve ma intenso video proposto da Celeste Barbato del Tgr Rai Molise, condivido il mio contributo come archeologa.

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